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Discussioni generali

Pubblico·28 membri

A proposito dello scisma

È difficile tacere di fronte allo scisma che si è consumato qualche giorno fa. Purtroppo il malessere serpeggiava da tempo, perché il Vaticano II ha proposto una serie di variazioni che, se dovevano andare incontro alla gente, non hanno tenuto in conto la gradualità, la mediazione, la preparazione c ome avrebbe dovuto.

     Personalmente, ho attaccato con un mio testo (Gli equivoci del dialogo interreligioso. Una rilettura dei documenti del Magistero, Leonardo da Vinci, Roma 2018) Nostra Aetate, un documento conciliare che riassume bene una certa improvvida esuberanza riformista. Come può un documento conciliare che dovrebbe costituire una luce al di sopra del tempo, iniziare con una radicazione nel mutevole storico (nostra aetate appunto)? Quale autorevolezza può avere quel documento (ma è solo un esempio, per non allargare troppo il discorso) se per sua esplicita dichiarazione, poggia le sue radici sulle sabbie mobili della storia? Può essere la transitorietà storica la base d’avvio di un documento che vorrebbe illuminare un fedele, oggi e domani? Di queste défaillances i documenti conciliari sono pieni. In più ci ha pensato Bergoglio a calare la sua scure sulla liturgia in  latino, estromettendo l’unica ed esclusiva lingua universale che la Chiesa ha sempre usato da quando ha iniziato a comunicare la Buona Novella.

     Infine c’è un rilievo da fare. Chi ha anche una vaga conoscenza, nella storia delle religioni, del sacro, sa che questo è “differenza”. Il profano, infatti, è togliere ogni differenza: profanare significa trattare persone, luoghi e tempi sacri come fossero equivalenti e omogenei a ogni altra persona, luogo e tempo.  Ora, che la santa Messa sia formulata nella lingua nativa è certamente una strategia pastorale di grande accoglienza, ma l’errore è stato quello di pensare che una scelta come questa non avesse ricadute, anche problematiche. Porto solo un esempio. Spesso con mia moglie andiamo in una chiesa dove un sacerdote davvero impegnato nel suo ministero ci ha indotto a seguirlo nella liturgia. La chiesa si riempie e così andiamo con un po’ di anticipo. Cosa succede? Che i fedeli della messa precedente si fermano in chiesa a parlare, ridere, a telefonare, a tirar fuori bottigliette d’acqua e bere, con bambini che corrono tra i banchi, le madri che li richiamano e così via.  Poi si sente la campanella dell’ingresso del sacerdote per la funzione e, magicamente, tutto tace, silenzio assoluto e partecipazione. L’impressione che si ha è quella di fedeli che trattano la messa come uno spettacolo teatrale, con l’intervallo, con comportamenti disinvolti (prego verificare l’”abito-non abito” di molte ragazze durante il periodo più caldo), dove il sacro, il mistero (cioè il “sacramento”) non c’è più, non si avverte alcuna differenza e, forse, a teatro, c’è più silenzio che durante una messa.

L’errore profondo degli scismatici è non aver capito che un cambiamento nella Chiesa e della Chiesa lo si DEVE proporre all’interno, non contrapponendosi. In questa contrapposizione, si sono accaparrati indebitamente della Tradizione, delle testimonianze dei Martiri e di ogni altra grazia che la Chiesa ha donato agli uomini nei secoli. I mutamenti si fanno all’interno della unica Chiesa; contrapporsi è sempre un atto di superbia, di presunzione e di idolatria. E le ragioni che hanno alimentato perplessità e dubbi degli scismatici, che pure non mancano e in parte sarebbero anche giustificate, si vanificano in un atto che oppone un punto di vista soggettivo e particolare, a danno di quello “cattolico”, universale. Francesco d’Assisi entrò seminudo e scalzo nella opulenta curia romana: non c’è stata più grande critica di questa, ma fu fatta “dentro”: se qualcosa non va in famiglia, non se ne fa un’altra con la pretesa che sia migliore; ci si rimbocca le maniche e si fa tutto quello che è possibile per mostrare ciò che riteniamo debba essere rivisto e corretto.

     Spero che l’intelligenza di questo Papa possa, nel tempo, gettare le basi per una futura riconciliazione.                  

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Roberto Rossi Filosofo

2023 by RobertoRossiFilosofo

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