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Discussioni generali

Pubblico·28 membri

LA SOVRAPPOSIZIONE CELESTE

1.- Senza dualismo non c’è trascendenza; senza trascendenza non c’è religione.

2.- Se non c’è trascendenza ogni religiosità si piega all’univocità immanente, cioè alla sola dimensione del reale, diventando divinizzazione del particolare.  

3.- La divinizzazione del particolare, in ogni sua forma e modalità, qualunque aspetto voglia avere, persino “religioso”, è idolatria.

4.- Ogni ateismo è idolatria, cioè divinizzazione del particolare o dell’insieme del particolare, cioè l’esistenza.

4.1.- Che a essere assolutizzati siano la carriera, il denaro, il potere, il successo, il sesso, la mia opinione, la mia ideologia, il mio io con i miei interessi, i miei ideali, non ha importanza: i contenuti, qualunque essi siano, non mutano il concetto: si riveste di assolutezza ciò che è storico, cioè relativo e transeunte.

5.- Solo ciò che è altro dalla realtà immanente, dalla mia esistenza e da quella dei miei simili può avere la possibilità dell’identità religiosa.

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Ho vissuto in mezzo ai giovani per mezzo secolo e già usare il termine "giovani" come fosse una categoria, è errore grave. Le generazioni sono cambiate e le prime che io avvicinai erano molto, ma molto diverse dalle ultime che ho frequentato. Non sono qui a fare il giudice, ma a tentare di capire e proporre un eventuale confronto. Le nuove generazioni nate nel più esasperato contesto individualista, spesso con famiglie fatiscenti alle spalle o anomale, senza alcun riferimento religioso o, se si vuole, ideale, capace di educare a superare il proprio, cioè la soggettività esasperata tipica dell'adolescente (l'adolescenza oggi, come hanno più volte ripetuto gli psicologi, si allunga sino ai trent'anni e oltre), tese al solo divertimento, che manifestano il loro vuoto nell'ubriacarsi e nella ricerca dello sballo continuo, malati sino alle midolla di protagonismo, capaci di rischiare la propria vita pur di farsi un selfie, amanti del consumismo…

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UN'ANOMALA CHIESA DEL SILENZIO

Non viviamo tempi facili, ma sarebbe sbagliato credere che ci siano stati in passato tempi migliori. Ognuno assolutizza quello che vive ponendolo come al vertice di crisi, guerre e calamità varie e pensando che altri, in passato, siano stati più fortunati. Purtroppo non è così né lo sarà in futuro, perché potrebbe bastare anche solo sfogliare qualche pagina non solo storiografica, ma anche semplicemente di cronaca spicciola per accorgerci che, con condizioni e problemi diversi, la gravità di certri eventi e la tragicità di alcune esperienze non sono mai mancati anche nel passato più lontano e più facilmente idealizzabile. Tuttavia c’è ora qualcosa che si sta diversificando e riguarda, purtroppo, la Chiesa e la sua testimonianza. I tanti processi di secolarizzazione hanno, suo malgrado, secolarizzato anche la Chiesa e, tornando dalla Messa, ancora ho in testa ciò che ormai si sente ovunque e costantemente, come un mantra che viene diffuso…

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SUL FEMMINICIDIO

È difficile parlare di questo vile continuo tragico crimine che oltraggia il nostro tempo. Ma credo che sia nostro dovere minimo, almeno, cercare di capire. Non bastano le scarpe rosse, le panchine rosa, i telefoni di sussidio o i consigli sulle parole che dovrebbero rappresentare una spia della violenza nascosta in certi uomini: si tratta di palliativi che per un verso lavano la coscienza e per un altro lasciano purtroppo le cose come stanno. Non sono certo io a poter dare risposte definitive, ma è mio mestiere cercare di intelligere (leggere dentro) certi eventi, anche perché come uomo posso, forse, avere uno sguardo più lucido rispetto a chi partecipa del medesimo sesso di coloro che sono vittime e subiscono l’infame aggressione e l’omicidio.

     Perché l’uomo si comporta più spesso in questi termini di violenza cieca e bestiale? Femminicidi ci sono purtroppo sempre stati, talora persino giustificati dal cosiddetto “delitto…

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Roberto Rossi Filosofo

2023 by RobertoRossiFilosofo

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