Sul nuovo libro
Dopo le solite fatiche e revisioni e ripensamenti e correzioni è uscito finalmente il mio "Consistenzialismo", uscito per i tipi della Loffredo editore in Napoli. Il tema è semplice, nella sua apparente complessità: per comprenderlo farò un esempio tragico, ma proprio per questo indimenticabile e chiaro. Se muore un uomo che ha superato una certa età, che ha raggiunto quasi il secolo di vita, dal punto di vista RAZIONALE la sua morte si porterà dietro un patrimonio irripetibile di esperienze, di scelte, di relazioni familiari e sociali, di competenze, magari irraggiungibili. Ma la sua morte, razionalmente, ha un senso: è arrivata nella realtà di un uomo che ha raggiunto quasi un secolo di vita. Non troviamo una sola mancanza, un'assenza per così dire, perché tutto si è svolto come doveva.
Ma se muore un bambino di pochi anni che succede? Su un piano razionale, nessuna competenza, pochissime esperienze, relazioni affettive…

Li ho usati un anno per sensibilizzare contro l'aborto. Ho visto il peggio della cattiveria e dell'ignoranza. Ho avuto un burnout e ho lasciato perdere quei maledetti social. Un anno dopo aver lasciato quel mattatoio ho convinto mia cognata a non abortire il suo bambino. Nella vita reale.