Laicismo parassita
Una certa laicità continua a impossessarsi dei valori cristiani, li svuota dell'essenziale valoriale e li riduce a mero edonismo e idolatria. Così a Natale, non si può nominare a scuola il nome di Gesù, non ci possono essere canti natalizi o presepi, in nome di una untuosa falsa tolleranza democratica. Però ci si guarda bene dal non sfruttare l'occasione delle feste legate alla Nascita di Gesù per i soliti banali acquisti, per le solite stressanti corse al regalo e per altri motivi indegni. Ma il centro del Natale, Colui che dà senso ad esso e che è, per così dire, il festeggiato, non va neppure nominato. Falsi e sciocchi, truffatori e avvoltoi. Non ho parole diverse da affibbiare a queste persone.
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È da anni che ci sono sempre le stesse stupide polemiche contro il presepe. Sono diventate noiose. Santa Faustina Kowalska nel suo diario scrisse di aver domandato al Cristo perché aspettasse ancora così tanto per punire la genìa umana. Gesù le rispose che questo che viviamo sulla terra è il tempo della Misericordia, per il tempo della Giustizia ha a disposizione tutta l'eternità.
La malvagità è qualcosa che abbiamo visto sempre, ne sono piene le storie antiche e presenti, lo saranno anche quelle future. Mai nulla di nuovo sotto il sole.