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Domande e risposte

Pubblico·27 membri

UNA CHIESA ALLA DERIVA

Il mio ex collega a scuola e ora cardinale, Matteo Zuppi, è entrato di diritto nello stato generale confusionale del clero odierno, ignorante e ormai senza criterio di verità. Nell’intervista a SKUOLA, di fronte alla domanda se si può salvare chi NON crede in Dio, ha risposto di sì, certamente, ed è andato a citare: "ce lo racconta Gesù al capitolo 25 di Matteo. 'Ero affamato e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere'. E quindi non è che dice credevi o non credevi, eccetera. Sei stato giusto, sei stato buono".

     Al caro don Matteo, figliolanza legittima di Bergoglio, vorrei chiedere: in nome di cosa è stato giusto e buono? Quale criterio adotta questo cardinale della Chiesa cattolica, per valutare quel comportamento? Se non si crede in Dio è solo FILANTROPIA, esattamente quella che, ad altri livelli animali, TUTTI gli animali gregari esprimono. E, ovviamente, Gesù sarebbe stato un semplice di più, un’aggiunta non sostanziale al vero (presunto) criterio adottato da Zuppi. E infatti, con candore (per non dire altro, caro don Matteo) ha aggiunto durante l’intervista: "Credere in Dio è un motivo in più per imparare a voler bene agli altri". Capite dove siamo arrivati con questo clero? Dio è  “un motivo in più”, ma non fondamentale. E perché citare quel passo di Matteo e non altri dove Gesù è chiaro e dove indica nella Sua persona, l’unica via di accesso alla salvezza? Questo buonismo idiota della Chiesa attuale, senza attributi dogmatici e teologici, tutta protesa al fare e senza alcun criterio di verità fondativa, mi fa paura. In che cosa, dunque, crede il cristiano? Al “di più” che, come un ornamento va ad aggiungersi a qualcosa che già l’uomo è capace di fare facendo a meno di Lui? Allora, caro Zuppi, sei cardinale solo per far carriera, visto che non è così sostanziale credere in Dio.

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Mi sta antipatico da quanto disse che nessuno pensa di mettere in discussione la legge 194, una legge" dolorosa" ma che garantisce una "traduzione laica importante". Poi questa affermaziome che "il credere in Dio è un motivo in più per imparare a voler bene agli altri" secondo me non fa altro che contribuire a diffondere l'idea che i cristiani siano tutti degli scemi infantili. Se io fossi atea, la penserei così dopo aver sentito le cretinate che spara ogni volta che apre bocca.

Roberto Rossi Filosofo

2023 by RobertoRossiFilosofo

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