LA SOVRAPPOSIZIONE CELESTE
1.- Senza dualismo non c’è trascendenza; senza trascendenza non c’è religione.
2.- Se non c’è trascendenza ogni religiosità si piega all’univocità immanente, cioè alla sola dimensione del reale, diventando divinizzazione del particolare.
3.- La divinizzazione del particolare, in ogni sua forma e modalità, qualunque aspetto voglia avere, persino “religioso”, è idolatria.
4.- Ogni ateismo è idolatria, cioè divinizzazione del particolare o dell’insieme del particolare, cioè l’esistenza.
4.1.- Che a essere assolutizzati siano la carriera, il denaro, il potere, il successo, il sesso, la mia opinione, la mia ideologia, il mio io con i miei interessi, i miei ideali, non ha importanza: i contenuti, qualunque essi siano, non mutano il concetto: si riveste di assolutezza ciò che è storico, cioè relativo e transeunte.
5.- Solo ciò che è altro dalla realtà immanente, dalla mia esistenza e da quella dei miei simili può avere la possibilità dell’identità religiosa.
